L’assistenza domiciliare anziani e disabili offre un aiuto a chi ha bisogno di supporto a casa. Questo servizio permette di mantenere le proprie abitudini e i rapporti con gli altri. Consente inoltre di continuare a vivere in un ambiente familiare.
Lo scopo non è fare tutto al posto della persona. Il servizio cerca invece di sostenere le sue capacità e di aiutarla a restare autonoma.
In base ai bisogni, l’assistenza può comprendere:
- Aiuto nell’igiene personale e nel vestirsi.
- Supporto durante i pasti.
- Aiuto nei movimenti e negli spostamenti.
- Pulizia degli spazi usati dalla persona.
- Accompagnamento per commissioni e attività quotidiane.
- Compagnia e sostegno nelle relazioni.
- Osservazione dei bisogni e segnalazione di eventuali cambiamenti.
- Supporto per familiari e caregiver.
Prima di attivare il servizio, è utile capire quando serve più aiuto. Alcune persone hanno bisogno di supporto al mattino o durante i pasti. Altre hanno bisogno di assistenza solo per poche ore alla settimana. Nei casi più complessi, può servire una presenza di giorno, di notte o in convivenza.
Assistenza domiciliare anziani e disabili: servizio pubblico e privato
L’assistenza pubblica viene gestita soprattutto dai Comuni e dagli enti locali. Il servizio prende spesso il nome di Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD).
Le regole per accedere al servizio cambiano in base al territorio. Anche i requisiti, i costi e le ore disponibili possono variare da un Comune all’altro.
Per richiedere il servizio, di norma bisogna rivolgersi ai servizi sociali del proprio Comune. Il personale valuta i bisogni della persona e la situazione della famiglia. Tiene conto anche delle condizioni economiche. In seguito, viene definito il tipo di assistenza più adatto, in base ai bisogni e ai servizi disponibili.
L’assistenza domiciliare privata viene invece richiesta dalla persona o dalla famiglia. È possibile concordare gli orari, la frequenza e la durata degli interventi in base alle esigenze e alla disponibilità del servizio. Non è necessario seguire le procedure previste per il servizio pubblico.
Le due forme di assistenza possono anche essere usate insieme. Ad esempio, il servizio comunale può coprire solo alcuni giorni della settimana. In questo caso, la famiglia può aggiungere un servizio privato per avere un aiuto più continuo.
Differenza tra OSS e assistente familiare a domicilio
La scelta della figura professionale dipende dai bisogni della persona e dal tipo di aiuto richiesto.
L’operatore socio-sanitario e l’operatrice socio-sanitaria (OSS) possiedono una qualifica professionale ottenuta attraverso un percorso di formazione riconosciuto.
Queste figure aiutano nelle attività quotidiane e nella cura personale. Possono offrire supporto per l’igiene, i movimenti e gli spostamenti. Inoltre, lavorano insieme ad altre figure sociali e sanitarie.
L’articolo dedicato a ruolo e mansioni dell’OSS spiega le attività svolte nei diversi ambienti di lavoro.
L’assistente familiare aiuta invece nella gestione della vita quotidiana e della casa. Può preparare i pasti, fare compagnia e accompagnare la persona durante le commissioni. Può anche svolgere attività di sorveglianza e altre mansioni concordate con la famiglia.
Questa figura non sostituisce il personale infermieristico. Non può quindi svolgere cure sanitarie riservate a professionisti abilitati.
Assistenza socio-assistenziale e ADI: servizi diversi
L’assistenza socio-assistenziale aiuta la persona nelle attività di ogni giorno. Comprende la cura personale, il supporto nei movimenti e la compagnia. L’obiettivo è favorire l’autonomia e migliorare la qualità della vita.
L’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) riguarda invece chi ha bisogno di cure sanitarie a casa. In base alle necessità, possono intervenire diverse figure sanitarie, come personale medico, infermieristico e fisioterapico. Le cure seguono un piano definito in base alle condizioni della persona.
Come spiega il Ministero della Salute nella sezione sull’assistenza domiciliare, le cure a casa fanno parte dei servizi sanitari del territorio.
Per accedere all’ADI serve una valutazione dei bisogni di salute. Le modalità di richiesta cambiano in base alla Regione e ai servizi locali.
L’ADI e il SAD sono quindi due servizi diversi. Il primo risponde soprattutto ai bisogni sanitari. Il secondo offre un aiuto nelle attività quotidiane. Quando necessario, i due servizi possono essere coordinati per assistere la stessa persona.
Come scegliere un servizio di assistenza domiciliare per anziani e disabili
Per scegliere il servizio più adatto, bisogna partire dai bisogni della persona. La famiglia può individuare le attività che creano più difficoltà. È utile anche capire quando serve aiuto e quale supporto possono offrire i familiari.
Prima di scegliere, è importante valutare:
- Autonomia e capacità di movimento.
- Bisogno di aiuto nell’igiene e nei pasti.
- Eventuali difficoltà di memoria o di comportamento.
- Frequenza e durata dell’assistenza.
- Presenza e disponibilità dei familiari.
- Necessità di cure sanitarie.
- Bisogno di accompagnamenti.
- Possibili cambiamenti nel tempo.
Quando si sceglie un servizio professionale, è importante verificare la formazione del personale. Bisogna anche capire come vengono gestite le assenze e le sostituzioni.
È utile sapere a chi rivolgersi per comunicare nuovi bisogni o eventuali problemi. Un buon servizio deve infatti adattarsi alle condizioni della persona. Ogni situazione è diversa e richiede un aiuto su misura.
Cooperativa Sociale Blu offre servizi socio-assistenziali per persone anziane e con disabilità attraverso incarichi affidati dagli enti pubblici.
Propone anche servizi privati rivolti alle famiglie, attraverso il marchio Royal Assistance.
Per conoscere i servizi disponibili, è possibile contattare Cooperativa Sociale Blu. In questo modo, si può valutare il tipo di supporto più adatto alle proprie esigenze.
Chi desidera accedere all’assistenza pubblica deve invece rivolgersi al proprio Comune o ai servizi sociali locali. Questi uffici possono fornire informazioni sui requisiti, sulle modalità di richiesta e sulla disponibilità del servizio.